Un nuovo successo per il Liceo Artistico Obici
Zanette Elisa, studentessa della classe 3^ A Liceo Artistico, indirizzo grafica, ha vinto il concorso “Un filo di voce per raccontare”; nella sezione grafica, indetto dal Comune di Oderzo; qualificandosi al primo posto.
Il concorso è stato ideato per sensibilizzare i giovani riguardo un tema delicato: la violenza sulle donne.
La cerimonia di premiazione si p tenuta il 6 marzo 2026, in prossimità della festa delle donna.
SPEZZI UNA VITA, NE SPEZZI CENTO
Il disegno raffigura una donna che rappresenta tutte le donne vittime di violenza.
La stessa donna è ritratta due volte; le due raffigurazioni simboleggiano i due volti di una vittima: quello sofferente che è costretta dal suo carnefice a nascondere; e quello apparentemente felice, che finge di stare bene con le persone care a lei (perché non vuole rendere loro partecipi del proprio dolore e soprattutto perché teme la reazione del suo aguzzino).
La grande mano posta al vertice della composizione appartiene al carnefice che tratta la donna come se fosse la sua marionetta; che la costringe a nascondere i maltrattamenti subiti alle persone che ama.
Alla donna che finge di essere felice e che viene guardata dagli occhi, scende una lacrima; simbolo dei piccoli campanelli d’allarme, che le donne che subiscono violenza ci mostrano, e dei quali spesso non ci accorgiamo in tempo.
La donna legata e dolente cerca di farsi notare dalle persone per salvarsi, ma non può; perché è legata dal proprio carnefice e dalla paura.
L’unico modo in cui ella esprime il suo dolore è quello di piangere “lacrime di sangue”.
Gli occhi perplessi e preoccupati appartengono alle persone care e vicine alla vittima; costoro presuppongono ci sia un problema ma non riescono a darsi ulteriori spiegazioni.
Il titolo “Spezzi una vita, ne spezzi cento” rimanda proprio a loro: l’aguzzino non provoca sofferenza unicamente alla vittima ma anche alle persone che la amano.
Alla nostra studentessa i più sinceri complimenti per l’impegno e la sensibilità dimostrati.
